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L’arrivo dell’uomo bianco: il grazioso serpente colorato

Pubblicato il 26 febbraio 2019 da redazione

popoli nativi americani

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Con curiosità e amicizia la tribù Wampanoag del Massachusetts aveva accolto cordialmente i pellegrini che dal Mayflower erano sbarcati sulle nostre spiagge. Il giorno del Ringraziamento del 1970, duecento indiani di venticinque tribù si riunirono a Plymouth Rock per commemorare quell’avvenimento come “un giorno di lutto nazionale”.

Un diretto discendente della tribù Wampanoag dichiarò che quell’atto di venerazione da parte dei suoi antenati fu il loro più grande errore”. Nei canti e nelle storie degli Iroquois, Shawnee, Lakota, Anishinabe, Arapaho, eccheggia questa dolorosa visione del passato.

“The Pretty Colored Snake” (“Il grazioso serpente colorato”) è una versione Cherokee  contemporanea. (The laboratory of Anthropology, 1966, Wesleyan University, Conn.)

 

La Storia

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Molto tempo fa viveva un famoso cacciatore che soleva andare in giro a caccia e portava sempre qualcosa di buono da mangiare quando ritornava a casa. Un giorno, mentre stava tornando a casa portando degli uccelli che aveva cacciato, vide un piccolo serpente dai colori splendenti e vivaci, che aveva un aspetto amichevole. Il cacciatore si fermò e lo osservò per qualche momento. Pensò che poteva essere affamato e così gli gettò uno dei suoi uccelli prima di andarsene verso casa.

Poche settimane dopo, passando per lo stesso luogo con alcuni conigli che aveva cacciato, vide di nuovo il serpente. Era sempre meraviglioso e aveva un atteggiamento amichevole, ma era cresciuto appena di poco.

Gli gettò un coniglio e disse: “Salve” mentre riprendeva il cammino verso casa.

Qualche tempo dopo il cacciatore vide ancora il serpente. Era diventato molto grosso, ma aveva ancora il suo atteggiamento amichevole e sembrava che avesse fame. Il cacciatore stava portando a casa dei tacchini, così si fermò e ne diede un boccone al serpente.

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In seguito, un giorno, il cacciatore stava andando a casa per quella strada portando due daini sulla schiena. Questa volta il serpente dai bei colori, che era diventato molto grosso, sembrava così affammato che il cacciatore provò pena per lui e gli diede un intiero daino da mangiare.

Quando arrivò a casa, sentì che la gente stava per recarsi a una danza, a passi ritmati. Tutti i Nighthawks vennero, e in quella notte molte persone stavano danzando intorno al fuoco, danzando e cantando gli antichi canti, quando arrivò il serpente che comincio anche lui a girare attorno, all’esterno di quelli che danzavano.

Quel serpente era così grosso e lungo che circondava i danzatori, e quelli ne erano come imprigionati. Il serpente era tutto ricoperto di squame graziosamente colorate e aveva sempre un atteggiamento amichevole, ma sembrava anche molto affamato e la gente cominciava ad avere paura. Dissero ai ragazzi di prendere gli archi e le frecce e di uccidere il serpente. Tutti insieme lo presero di mira e lo colpirono con precisione. Il serpente venne ferito. Cominciò a battere la coda all’impazzata e uccise molte persone.

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Dicono che quel serpente era proprio come l’uomo bianco.

la Redazione

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