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Curiosity: un laboratorio scientifico sul pianeta rosso

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Curiosity: un laboratorio scientifico sul pianeta rosso

Pubblicato il 18 dicembre 2012 by redazione

Curiosity scopre su Marte il letto di un antico fiume

Curiosity scopre su Marte il letto di un antico fiume.

Lanciato il 26 novembre 2011 dalla base della NASA a Cape Canaveral il Mars Science Laboratory (MSL), meglio conosciuto sotto il nome di Curiosity, è atterrato sulla superficie marziana il 6 Agosto 2012. Il robottino, molto più grosso e pesante di quelli precedentemente inviati sul pianeta rosso, ha una lunghezza di 3 metri e pesa 900 kg (di cui 80 solo di strumentazione tecno-scientifica necessaria ai rilevamenti). Il progetto finanziato da tutta la comunità scientifica internazionale ( mediante il versamento di fondi o per mezzo di contributi tecnologici) è rivolto a valutare la passata e presente capacità di Marte di ospitare forme di vita.

L’atterraggio del MSL, avvenuto con successo nella zona del cratere Gale, ha dato diversi grattacapi agli ingegneri che lo hanno dovuto progettare a causa del grande peso del robottino e della particolare atmosfera marziana. Per compiere questa operazione è stato necessario l’utilizzo di superfici frenanti, di scudi termici per proteggere il prezioso carico dalle radiazioni spaziali, un paracadute lungo 50 metri in grado di resistere a una velocità 2 volte supersonica e dei retrorazzi per ultimare la frenata.

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Curiosity

Il profilo di missione prevede che Curiosity operi sul pianeta rosso per almeno un anno solare marziano, pari a circa 2 anni terrestri. Tuttavia si prevede che in questo periodo possa percorrere soltanto 6 km sulla superficie di Marte. Questo limite è imposto non solo dalle asperità del pianeta, ma anche dalla delicatezza dei componenti scientifici presenti a bordo e dalla scarsa potenza di alimentazione (un generatore termoelettrico a radioisotopi, cioè una sorta di mini reattore nucleare) che oltre a muovere il rover deve alimentare i 2 computer di bordo che governano il sistema e tutta la strumentazione necessaria a carpire i segreti di Marte.

I macro-obbiettivi, chiave del MSL, sono principalmente quattro: determinare se la vita sia mai esistita sul pianeta rosso, ottenere una precisa descrizione del clima di Marte, acquisirne una dettagliata analisi geologica e prepararsi per una missione esplorativa umana.

Proprio per questi motivi il robottino è stato fatto atterrare in una zona dove è molto probabile che ci sia stata in passato una grande erosione da parte dell’acqua (questo è stato valutato mediante delle foto ottenute da alcuni satelliti in orbita intorno al pianeta rosso). Tuttavia la “vita” ricercata da Curiosity non è quella che ci si immagina nei film di fantascienza con simpatici omini verdi a tre occhi o strani animaletti, e nemmeno vecchi fossili, bensì molecole derivanti dal carbonio o che possano avere qualche connessione con composti di carattere biologico. Per ottenere ciò l’MSL è dotato di svariati strumenti in grado di analizzare sia le rocce presenti sul pianeta (facendo analisi ai raggi X o vaporizzandone una parte per poi studiarle mediante degli spettrometri di massa) sia la sua atmosfera, per ricercare gas derivanti dal carbonio come per esempio il metano.

Per valutare l’abitabilità del pianeta, Curiosity seguirà quindi quattro principali filoni di ricerca:

1. Valutare il potenziale biologico di almeno uno degli habitat marziani determinandone la sua natura e facendo una completa mappatura dei composti di carbonio presenti, per vedere se possono rientrare all’interno del processo chimico che porta alla vita o per vedere se si avvicinano a qualche processo biologico rilevante.

2. Caratterizzare geologicamente la regione attraverso l’indagine della composizione chimica, isotopica e minerale di tutte le rocce che costituiscono lo strato superficiale e sub-superficiale della zona del cratere Gale per interpretare i processi passati che li hanno portati alla configurazione attuale.

3. Investigare i processi planetari passati che possono aver avuto una posizione di rilevanza riguardo all’abitabilità di Marte (per esempio il ruolo dell’acqua). Questo verrà studiato mediante l’analisi dell’atmosfera (che costituisce una sorta di hard-disk, nel quale sono archiviate le informazioni su cosa accadeva sulla superficie del pianeta rosso nelle epoche passate).

4. Analizzare le radiazioni che arrivano sulla superficie, incluse qualle cosmico-galattiche, gli eventi dovuti ai protoni solari e ai neutroni secondari.

Queste osservazioni già da sole costituiscono un grande patrimonio scientifico, ma integrate tutte insieme fornisco una completa mappatura scientifico-biologica di tutta l’area di grande rilevanza. Quindi se come auspicato dai vertici della NASA e dalla comunità internazionale le ricerche produrranno i risultati sperati la visita dell’uomo sul pianeta rosso sarà possibile non solo nei film di fantascienza, ma anche nella realtà.

di Camillo Molino

Fonti:

http://mars.jpl.nasa.gov/msl/

 

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