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Pensieri

Pubblicato il 19 febbraio 2012 da redazione

uccellino imprigionatoOggi è venerdì (al venerdì si fa festa). Non ne ho voglia, mi piacerebbe volare e immergermi in un’altra cosa! Ma non so in cosa!

Ho preso il telecomando della televisione, mi siedo davanti e l’accendo. Questi canali non hanno niente da far vedere, come sempre …

Da sempre non guardo più la televisione. Decido di spegnerela. Non ho voglia di sentire le bugie dei notiziari. Vado allo specchio e mi guardo. Ad un certo punto mi viene in mente che potrei uscire e fare un giro in città. Indosso il mio vestito lungo. Metto anche il mio copricapo nero, mi trucco… lasciamo perdere, mi dico, sono bella anche così!

Apro la porta di casa e respiro un po’ dell’aria della via. Sento le voci di un gruppo che sta discutendo le attuali politiche e senza dargli importanza passo con non curanza. Mamma mia! Quanta arroganza hanno questi, uffa…basta !

Entro diretta in un supermercato e compro un gelato.

La televisione del negozio è accesa e il notiziario sta raccontando lo scandalo etico di un politico straniero. Prendo il gelato dalle mani del negoziante e apro la confezione. Un po’ di copertura di cioccolato cade sul mio copricapo nero.

Esco dal supermercato e ricomincio a camminare nella via, finché arrivo in un grande giardino alberato. Un ragazzo e una ragazza sono seduti su una panca e stanno ridendo. Vedo due sagome verdi che si dirigono verso di loro. Mi sembrano poliziotti. Parlano brevemente coi ragazzi e li costringono ad andare via con loro. Meno male che io sono da sola, altrimenti chissà cosa mi sarrebbe successo, magari arrestavano anche me.

Respiro profondamente qualche minuto ed esco dal giardino. C’è un centro commerciale proprio lì accanto. Di tutta quella gente, penso che il novanta per cento di loro non abbia voglia di fare la spesa, ne sono sicura.

Però camminando davanti alle botteghe, vedo una maglietta rossa in una vetrina che la illumina come una mela rossa. Decido di entrare nel negozio a chiedere il prezzo della maglietta. Appoggio la mano sulla maniglia d’ingresso e mi accorgo di un foglio attaccato alla porta su cui c’è scritto: sorella mia, rispetta il velo! Passo indifferente ed entro. Chiedo il prezzo, quant’è costosa! Esco anche dal centro commerciale e scappo dal chiasso di questa popolazione. Ho percorso tanta strada. Meglio che rientri in autobus. Dopo quasi trenta minuti arrivo a casa. Il sole sta per tramontare. Apro la porta e mi siedo sulle scale del mio cortile. Bel tramonto! E sono io che lo sto guardando. Mentre il sole pian piano scende illumina l’altra metà della Terra, quell’altra parte del Mondo… Mi viene in mente che potrei andare da quell’altra parte…, quell’altra parte della Terra.

di Marco Pavesi (dai racconti di Baran 19.02.2012)

 

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