Migliora la qualità dell’aria in aereo

Pubblicato il 16 luglio 2020 da redazione

aria in aereo

Alcuni ricercatori finanziati dall’UE hanno sviluppato nuovi strumenti per affrontare il crescente problema dell’inquinamento atmosferico nelle cabine degli aerei.

Il progetto MACAO, finanziato dall’UE, ha introdotto microanalizzatori efficienti e precisi per rilevare e analizzare la circolazione dei vari inquinanti gassosi generati nelle cabine degli aerei o derivanti dai sistemi di condizionamento dell’aria. I nuovi strumenti sono in grado di monitorare i composti organici volatili (COV) nocivi e le concentrazioni di ozono a una velocità senza precedenti, comprese specie che non sono mai state rilevate prima.

 

La cabina di un aereo: una sorta di laboratorio di chimica
La cabina di un aereo può essere lo spazio per un cocktail cumulativo di gas inquinanti. L’aria che si diffonde dentro un aereo è una combinazione di aria riciclata all’interno della cabina, insieme ad aria esterna che viene compressa dai motori dell’aereo stesso.

Quando l’aereo vola alto, nei pressi dello strato di ozono, i COV, ma l’ozono in particolare, possono insinuarsi nella cabina. Anche i sottoprodotti indesiderati della combustione del motore, quali gli ossidi di azoto, possono inquinare la cabina, mentre altri inquinanti provengono dall’interno della cabina stessa: l’etanolo delle bevande alcoliche può, ad esempio, evaporare e l’arredamento interno può rilasciare formaldeide. Tutti questi gas inquinanti rappresentano preoccupazioni per la salute e il comfort dei passeggeri e dell’equipaggio. L’esposizione prolungata a livelli elevati di ozono e COV può essere causa di mal di testa e di problemi respiratori e cardiovascolari.

 

Analisi rapide e ad alta sensibilità
MACAO si è proposto di fornire un percorso per arginare tali problemi. Il progetto ha sviluppato due strumenti analitici per misurare le concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici negli aerei. Un microanalizzatore misura le concentrazioni dei vari COV mentre l’altro misura le concentrazioni di ozono.

Un analizzatore di benzene dotato di una nuova unità di pre-concentrazione, sviluppato e convalidato in condizioni di laboratorio, è capace di assorbire e rilasciare specie organiche mirate. Lo strumento, già brevettato, ha rilevato con successo concentrazioni di COV di 60 parti per milione con un campione di soli 20 ml di aria. Stéphane Le Calvé, coordinatore del progetto MACAO, e direttore di ricerca presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica (CNRS), spiega che con un limite di rilevamento di 3,6 picogrammi, il nuovo dispositivo è circa 40-260 volte più sensibile rispetto agli strumenti miniaturizzati portatili d’avanguardia (con limiti di rilevamento da 140 a 940 picogrammi).

Uno dei vantaggi della nuova tecnologia sviluppata è la rapidità dei tempi di campionamento e analisi. Richiedendo, infatti, solo una piccola raccolta di campioni d’aria, i dispositivi riducono il tempo di campionamento a circa 4 minuti, prima dell’analisi, che dura 10 minuti. Di fatto, è possibile condurre l’analisi della qualità dell’aria ogni 15 minuti.

Prima di MACAO non esistevano strumenti adatti specificamente progettati per misurare i COV e le concentrazioni di ozono che circolano nell’ambiente della cabina. La possibilità di analizzare quantità molto ridotte di questi gas è, perciò, relativamente recente.

Il team di MACAO cerca ora di migliorare ulteriormente i microanalizzatori e integrare software più potenti per renderli completamente automatici e più robusti. Tutti questi fattori sono essenziali per una dimostrazione in condizioni di volo reali.

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