Metalli antibatterici autopulenti

Pubblicato il 21 gennaio 2019 da redazione

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Ispirandosi alla natura, e in particolare alle foglie di loto, un team di ricercatori europei ha utilizzato la tecnologia laser e fotonica per sviluppare la prima superficie di metallo antibatterica e idrorepellente che ci avvicina a pentole autopulenti, servizi igienici e lavastoviglie.

Utilizzando principi di texturing laser ad alta produttività, il progetto TresClean ha sviluppato una nuova tecnologia per la produzione di lamiere autopulenti su scala industriale.

Questa tecnica è stata inizialmente impiegata per creare superfici antibatteriche da utilizzare nel settore della produzione alimentare, aumentando notevolmente la produttività e riducendo i costi nelle fabbriche che elaborano prodotti alimentari biologici come latte, salsa di pomodoro e yogurt.

La lavorazione laser su misura delle superfici metalliche crea una superficie irruvidita, che imita la superficie delle foglie di loto, cioè superfici in cui vengono create minuscole sacche d’aria che minimizzano l’area di contatto tra la superficie e un liquido.

In questo modo le superfici si mantengono pulite, senza la necessità di prodotti detergenti o prodotti chimici. Respingendo, infatti, liquidi come l’acqua, tali superfici non sono più un ambiente adatto alla crescita dei batteri.

 

 

Mentre questo approccio attualmente esiste solo per componenti in plastica specifici e costosi, questo è un primo metallo autopulente.

Le superfici metalliche sono strutturate utilizzando dispositivi innovativi di fotonica industriale: i laser a impulsi ultracorti, ad alta potenza media, sono utilizzati in combinazione con teste di scansione ad alte prestazioni, che utilizzano un innovativo metodo di trasmissione del raggio che consente movimenti fino a 200 m/s.

Riservando inizialmente questo prodotto per le parti di macchine per l’industria alimentare, TresClean spera di avere un futuro impatto significativo sulla produttività: “I barili nelle fabbriche del latte devono essere puliti ogni 6-8 ore per evitare la crescita esponenziale dei batteri”.

Romoli, coordinatore del progetto, ha detto che “Risparmiando ore al giorno nella pulizia, si otterrà un miglioramento dell’efficienza, derivante da un minor numero di cicli di sterilizzazione e meno tempo di pulizia all’interno della produzione complessiva, riducendo anche il consumo di energia e con un minor numero di fasi di pulizia la produzione alimentare stessa sarà più veloce, sicura e redditizia. È anche possibile che strumenti medico-chirurgici, superfici sterili, lavastoviglie, o persino pentole, ne trarrando grande beneficio in termini di igene e prevenzione di formazione batterica”.

Coordinato dall’Universitá degli Studi Di Parma, il consorzio comprende membri provenienti da Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, che nell’insieme ha ricevuto una sovvenzione di € 3.363.091 nell’ambito dei bandi Horizon 2020.

https://www.tresclean.eu/

 

la Redazione

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