La Cina è il più grande finanziatore scientifico e tecnologico del mondo

Pubblicato il 15 settembre 2020 da redazione

Politiche di investimento del governo cinese, un’interpretazione dei dati e il tema della corruzione e della frode scientifica in Cina.

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Nelle ultime tre decadi, la Cina è diventata il principale finanziatore della scienza e della tecnologia. Attualmente da impiego a numerosissimi scienziati e ingegneri, a cui offre stipendi notevoli; il numero di laureati negli ambiti scientifici e ingegneristici è ormai superiore a quello americano, soprattutto per quanto riguarda le lauree triennali.

A partire dal 2002 i fondi per la ricerca e lo sviluppo sono nettamente aumentati, permettendo alla Cina di diventare il secondo più importante editore di pubblicazioni scientifiche, dopo gli Stati Uniti. Inoltre la qualità della ricerca sta aumentando costantemente. Tuttavia l’ascesa della Cina in questo ambito sta combattendo contro numerosi ostacoli, in parte dovuti a un’amministrazione troppo rigida e altalenante, che ha portato a un aumento di affermazioni scientifiche negligenti.

Storicamente, il fulcro della scienza si è spostato parecchie volte: dall’Italia rinascimentale all’Inghilterra, fino alla Germania, prima di attraversare l’Oceano Atlantico e arrivare negli Stati Uniti all’inizio del ventesimo secolo, dove è rimasto nelle ultime nove decadi.

Nonostante rappresentino solo il 5% della popolazione mondiale, gli Stati Uniti detengono il 35-75% delle attività scientifiche mondiali. Ma sarà così per sempre? L’America continuerà il suo predominio sulla scienza? Due recenti indagini ad opera della National Academy of Sciences (Accademia Nazionale delle Scienze), National Academy of Engineering (Accademia Nazionale di Ingegneria) e Institute of Medicine, rivelano crescenti preoccupazioni circa l’eventualità che presto gli Stati Uniti perdano il loro ruolo dominante nell’ambito scientifico, incorrendo così in conseguenze economiche negative. Coloro che temono quest’eventualità, non possono non preoccuparsi dell’ascesa di possibili rivali come la Cina, che in questi ultimi trent’anni è riuscita a diventare il protagonista principale del mondo della scienza, nonostante realizzi solo l’1% dell’1% delle più importanti pubblicazioni scientifiche. Tutto ciò è stato possibile grazie alla combinazione dei cambiamenti economici e sociali.

A partire dalla riforma economica del 1978 la Cina ha sperimentato una crescita rapida e duratura; tra il 1978 e il 2010, al netto dell’inflazione, il tasso di crescita economica annua era del 7,7%.

A questa crescita si è aggiunta un’espansione dell’istruzione superiore; nel 1982 solo lo 0,8% degli studenti cinesi tra i 25-29 anni si iscriveva all’università, da allora il numero è aumentato notevolmente: nel 1990 è arrivato al 3%, nel 2000 al 6,7%, fino a raggiungere il 20,6% nel 2010.

Questi due fattori fondamentali (crescita economica ed espansione dell’educazione), durante il XX secolo, furono determinanti per l’ascesa della scienza negli Stati Uniti, possiamo quindi aspettarci una trasformazione simile anche per la Cina.

In questo articolo vorremmo presentarvi gli ultimi dati riguardanti vari aspetti della scienza in Cina, a partire dal 1980, tra cui la portata della forza lavoro in ambito scientifico e ingegneristico (S/E), i laureati in questi campi, gli investimenti e le politiche di governo, la produzione scientifica e il suo impatto.

Per una più facile interpretazione, confronteremo la Cina con gli Stati Uniti, o in alcuni casi con altri paesi. Tutti i dati da noi analizzati indicano la Cina come il principale finanziatore della scienza e della tecnologia.

Due ingegneri cinesi ispezionano il livello dell'acqua in una delle tre dighe costruite sul fiume Yangtze.

Due ingegneri cinesi ispezionano il livello dell’acqua in una delle tre dighe costruite sul fiume Yangtze.

Forza lavoro in ambito scientifico e ingegneristico

Basandoci sui dati del censimento della popolazione e su quelli recentemente forniti dall’American Community Survey (ACS), abbiamo stimato la portata della forza lavoro in ambito scientifico e ingegneristico in Cina tra il 1982 e il 2010, confrontandolo in seguito con i dati relativi agli Stati Uniti. Definiamo”’scienziato’” qualcuno che abbia almeno un’educazione universitaria e sai adibito a una mansione scientifico/ingegneristica. La nostra definizione include fisici, matematici, biologi e ingegneri, ma esclude i sociologi. Nel 1982 la forza lavoro scientifico-ingegneristica cinese era di 1,2 milioni, circa l’80% rispetto a quella americana (1,8 milioni).

Dal 2010 la Cina aveva 3,2 milioni di scienziati e ingegneri, rispetto ai 4,3 milioni degli Stati Uniti.

La crescita complessiva era quindi simile nei due paesi. Tuttavia, essendo maggiore la popolazione cinese, in realtà qui gli scienziati e gli ingegneri costituiscono una quota minore della forza lavoro; dello 0,4% nel 2010 rispetto al 3,1% degli Stati Uniti nel 2010.

La crescita maggiore si è avuta in Cina tra il 2000 e il 2010, ed è imputabile a una grande espansione dell’istruzione superiore, cominciata a partire dal 1999.

Gli ingegneri compensano una quota molto più ampia della forza lavoro totale scientifico-ingegneristica in Cina, rispetto agli Stati Uniti. Nel 2010, c’erano 2,4 milioni di ingegneri in Cina, contro 1,4 milioni negli USA.

Storicamente le donne occupavano una quota maggiore della forza lavoro scientifico-ingegneristica in Cina rispetto agli USA, tuttavia a seguito di un continuo aumento della rappresentatività delle donne in campo scientifico-ingegneristico nel corso degli anni, la proporzione di donne scienziati e ingegneri nei due paesi si è eguagliata, a partire dal 2010 (circa il 25%); nonostante le donne costituiscano una proporzione più alta tra gli ingegneri in Cina (25%) che negli USA (13%).

In America i ritorni economici all’istruzione superiore sono aumentati; alcuni economisti hanno attribuito questa tendenza alla maggiore importanza della tecnologia per l’economia statunitense.

Tuttavia, uno studio precedente documentava che gli stipendi degli scienziati americani ristagnavano e avevano perso terreno rispetto a quelli di altre professioni, come dottori e avvocati.

Dal momento che le previsioni dei guadagni influenzano i giovani nella scelta della loro carriera, i risultati non troppo incoraggianti di questo mercato americano potrebbero scoraggiare giovani talentuosi dal perseguire carriere scientifiche.

Vale lo stesso discorso per la Cina? Per rispondere a questa domanda mettiamo a confronto i guadagni degli scienziati rispetto a quattro altre categorie ben retribuite (sociologi, dottori, avvocati e ingegneri) sia in Cina che negli Stati Uniti.

In Cina, a eccezione degli ingegneri, gli scienziati percepiscono stipendi maggiori rispetto alle altre professioni, di contro in America questi sono minori. Gli ingegneri, in entrambi i paesi, godono di un 25% in più rispetto agli scienziati. In Cina, gli scianziati guadagnano il 25% in più rispetto ai sociologi, il 13% in più rispetto ai dottori e il 5% rispetto agli avvocati; mentre gli scienziati americani guadagnano il 7% meno rispetto ai sociologi, 50% rispetto ai dottori e il 34% meno rispetto agli avvocati.

Questi risultati indicano che gli incentivi finanziari per lavorare in ambito scientifico sono maggiori in Cina che negli USA. Perciò quando giovani talentuosi si trovano a vagliare le due diverse opzioni di carriera, a parità di altre variabili, più cinesi saranno attratti da carriere scientifiche rispetto agli americani.

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Lauree scientifico-ingegneristiche

La cultura cinese riconosce il merito attraverso l’istruzione, indipendentemente dalla provenienza sociale. Nella Cina moderna, la domanda di accesso a un’istruzione superiore ha sempre superato l’offerta, fenomeno che è stato arginato da capacità fisiche e di insegnamento inadeguate.

Dopo un lungo dibattito politico, il governo decise nel 1998 di espandere il sistema cinese di istruzione superiore. Non solo gli istituti di istruzione superiore raddoppiarono da 1022 nel 1998 a 2263 nel 2008, ma tutti gli istituti preesistenti furono ristrutturati, rinnovati e allargati adattandosi a questa nuova politica. Di conseguenza, la Cina è oggi il maggior leader mondiale nelle lauree scientifico-ingegneristiche, con 1,1 milioni nel 2010, più del quadruplo rispetto agli USA.

Questa forte disparità riflette non solo la drammatica espansione cinese nel campo dell’istruzione superiore a partire dal 1999, ma anche una percentuale più alta di studenti iscritti a facoltà scientifico-ingegneristiche, del 44% in Cina, rispetto al 16% negli Stati Uniti. Certamente, la Cina ha una popolazione maggiore rispetto a quella statunitense, 1,3 miliardi di persone contro i 300 milioni di americani. Confrontando quindi le quote con le rispettive popolazioni, i due Paesi oggi hanno quote simili di laureati in materie scientifico-ingegneristiche, ma la tendenza, indica un rapido incremento di quella cinese.

Il massiccio sviluppo in Cina di scienziati e ingegneri non si limita alla sola laurea. La crescita del Paese anche nei dottorati scientifico-ingegneristici è stata altrettanto incredibile. Nel 1993, in Cina il numero di dottorati in questo ambito era solo del 10% rispetto agli Stati Uniti, ma dal 2010 la Cina ha superato gli USA del 18%.

Inevitabilmente, il rapido aumento della quantità di lauree in questo settore, fa sorgere interrogativi sulla loro qualità. Questi scienziati e ingegneri laureati in massa da neo-istituti o istituti cinesi “restaurati” sono competenti quanto i professionisti formatisi negli USA?

Sfortunatamente non abbiamo a disposizione dati adeguati per rispondere alla domanda. Tuttavia, è dimostrato che il rendimento degli scienziati cinesi è migliorato nel periodo in cui i corsi di laurea sono aumentati così drasticamente. Perciò, concordiamo con una previsione data nel 2009 dall’economista Freeman, secondo la quale con il passare del tempo “la qualità (dell’istruzione cinese) senza dubbio migliorerà”.

La qualità dell’educazione scientifica cinese, almeno a livello accademico (di laurea) si riscontra anche nel numero sempre maggiore di studenti cinesi laureati coinvolti in programmi scientifico-ingegneristici statunitensi; i 15 000 del 1987 sono triplicati a 43 000 nel 2010. Il numero di dottorati conferiti da Università statunitensi a cittadini cinesi ha raggiunto il picco di 4 300 nel 2007, facendo della Cina il maggiore fornitore straniero di dottorati statunitensi.

a cura di Sara Pavesi

 

Linkografia:

http://www.pnas.org/cgi/doi/10.1073/pnas.1407709111

http://www.pnas.org/content/111/23/8410.full

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  1. Politiche di investimento, corruzione e frode scientifica in Cina | massacritica Says:

    […] Questa è la seconda e ultima parte di un’inchiesta realizzata dalla PNAS Early Edition. La prima parte è reperibile al link: http://www.massacritica.eu/la-cina-e-il-piu-grande-finanziatore-scientifico-e-tecnologico-del-mondo/…. […]

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