Gli anelli degli alberi mostrano che la perdita d’acqua sta limitando la crescita globale delle foreste

Pubblicato il 08 luglio 2019 da redazione

variabili

Gli anelli degli alberi mostrano che la perdita d’acqua sta limitando la crescita globale delle foreste. Secondo una nuova ricerca, il calo della disponibilità d’acqua, ostacola la crescita degli alberi.

Nuove strategie finalizzate alla conservazione e alla sostenibilità svolgono un ruolo cruciale nell’arrestare la perdita di biodiversità registrata in Europa e nel resto del mondo. L’analisi delle reazioni di animali e piante potrebbe contribuire a migliorare la gestione del funzionamento degli ecosistemi.

Un team internazionale di ricercatori ha dimostrato che la crescita degli alberi è diventata più limitata a causa della più scarsa disponibilità d’acqua piuttosto che per il cambiamento delle temperatura, in particolare nei climi settentrionali e alle altitudini più elevate. Parzialmente supportato dal progetto BACI, finanziato dall’UE, il team ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista “Science Advances”.

Lo studio mira a fornire la base empirica di come la crescita degli alberi risponda alla variabilità climatica attraverso i biomi delle foreste temperate e boreali. Per raggiungere questa scala spaziale senza precedenti, è stata sfruttata una rete globale di dati sulla larghezza degli anelli degli alberi, incrociando i dati di 2710 siti. In ogni sito, è stata quantificata la risposta alla variabilità della crescita degli alberi, nei diversi periodi dell’anno e rispetto a quattro parametri climatici, successivamente chiamati “risposta climatica”.

Le variabili sono state valutate su due archi temporali di 30 anni ciascuno, dal 1930-1960 al 1960-1990. Questi parametri sono stati utilizzati come parametri di disponibilità di energia [temperatura (T)] e di acqua [precipitazione (P)], domanda di acqua atmosferica [deficit di vapore (VPD)] e la siccità [indice standardizzato di evapotraspirazione delle precipitazioni (SPEI)].

I ricercatori hanno osservato che gli alberi sono diventati più limitati nella richiesta d’acqua atmosferica in quasi tutto il mondo. Questi cambiamenti si sono verificati con un lieve riscaldamento, ma si prevede che il continuo cambiamento climatico innescherà significative redistribuzioni della crescita delle piante.

 

Cambiamenti nella risposta climatica

Gross Primary Productivity

L’Università dell’Arizona, in corrispondenza dei due periodi di tempo ha mappato i parametri su una griglia che copre le regioni temperate e boreali del mondo. L’aggiunta di dati sulla mappa degli anelli degli alberi  ha permesso agli scienziati di vedere se i cambiamenti climatici nel XX secolo corrispondevano ai cambiamenti della crescita degli alberi del mondo. Si è visto che le aree in cui la crescita era limitata dipendeva dalle temperature del 20° secolo. Ora invece stiamo assistendo a cambiamenti di crescita per la limitazione dell’umidità dovuta alla siccità.

Quando i due periodi di 30 anni sono stati confrontati, si è riscontrato un rialzo della temperatura media di 0,9 gradi F (0,5 gradi C) e l’area territoriale in cui la crescita degli alberi era più ostacolata dalla temperatura si era ridotta di 3,3 milioni di miglia quadrate (8,7 milioni di chilometri quadrati), un’area delle dimensioni del Brasile.

Il fatto cruciale che preoccupa i ricercatori è che un così piccolo cambiamento di temperatura contrae un’area così grande di alberi per la limitazione dell’acqua. La crescita ridotta è indicativa di un maggiore stress delle piante, collegato alla loro stessa mortalità.

Il BACI (Detecting changes in essential ecosystem and biodiversity properties/Rilevamento dei cambiamenti nell’ecosistema essenziale e nelle proprietà della biodiversità) è stato lanciato nel 2015. Insieme ai dati di base consentirà di ricavare nuove variabili essenziali dell’ecosistema e di rilevare i cambiamenti nel funzionamento degli ecosistemi stessi.

La Redazione

 

Link del progetto: http://baci-h2020.eu/index.php/Main/HomePage

I risultati pubblicati sulla rivista “Science Advances”: https://advances.sciencemag.org/content/5/1/eaat4313

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