Categoria | Green

Conversione di rifiuti in una risorsa utilizzabile

Pubblicato il 01 dicembre 2020 da redazione

nomad technology

Sviluppo, come idee in azione che attraverso pratiche circolari cerca di risolvere problemi.

Dopo la laurea in ingegneria, Guy, 47 anni, del Wiltshire, nel Regno Unito, ha lavorato su una grande varietà di progetti di ricerca e sviluppo – dal lavorare con le scuole per educare i bambini al compostaggio e alla riduzione degli sprechi alimentari, fino all’ingegneria innovativa con unità mobili per aiutare gli agricoltori a ridurre gli sprechi e produrre succhi di frutta nei paesi in via di sviluppo come Uganda e  Nigeria. Tutti i suoi progetti hanno qualcosa in comune: trovare soluzioni pratiche a problemi, a beneficio dell’ambiente, dell’agricoltura e delle comunità.

Insediandosi nel sito originario di attività del nonno, nato oltre 60 anni fa, vicino a Malmesbury nel sud ovest dell’Inghilterra, ha creato il suo laboratorio, un vero alveare di attività. Nel 2014, sviluppa un’unità mobile di trasformazione della frutta per la Makerere University di Kampala, in Uganda. Scopo dell’unità incoraggiare l’esperienza commerciale e ridurre costi e sprechi post-raccolta alimentare.

L’idea è che il camion venga utilizzato per elaborare la frutta sul campo, salvando l’agricoltore dal viaggiare nel mercato locale e accumulare frutta, rischiando che tutto venga sprecato. Esistono diverse stagioni per i frutti – come angurie, guava e mango – e il camion può utilizzare quelle stagioni, sfruttando al massimo il tempo in cui i frutti sono maturi, trasformandoli in succo. Significa anche che i sottoprodotti di scarto – semi e bucce – potranno altresì ritornare al suolo e non viaggiare per chilometri.

L’acqua è la vera chiave per questo tipo di elaborazione mobile, quindi è stato aggiunto un sistema di filtraggio per la purificazione dell’acqua. Il succo è ovviamente molto appiccicoso e attira molti insetti ed è per questo che lo si deve purificare. A causa delle elevate temperature ambientali, ci sono poi anche i batteri che si riproducono rapidamente, quindi lavare l’acqua è altrettando indispensabile per il successo dell’intero processo. La pastorizzazione avviene a bordo, in modo che una volta separato il succo dalla frutta si possa garantire che lo stesso sarà conservato in modo sicuro e a lungo termine.

Dopo aver sviluppato i piani e costruito il sistema per oltre 11 mesi presso la Makerere University e la fabbrica di Alvan Blanch, Guy ha trascorso tre settimane in Uganda commissionando il progetto del camion, forniti dall’Università, e addestrando gli operatori su come utilizzarlo in modo efficace. Nel 2014, questo progetto ha attirato molta attenzione, non solo degli agricoltori e dell’opinione pubblica, ma anche di una stazione televisiva nazionale ugandese che ha trasmesso la storia del progetto, suscitando molti entusiasmi fra la popolazione.

 

Le sfide della decontaminazione dei rifiuti umani e animali: il progetto Nomad

digestato

Il progetto ha contribuito a rafforzare l’importanza vitale dell’uso e dello stoccaggio dell’acqua, nonché la necessità di garantire che il processo sia efficiente dal punto di vista energetico. Il suo progetto è stato ora coinvolto nel progetto NOMAD finanziato dall’UE.

Le aree urbane offrono un grande potenziale per soluzioni micro. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura stima che ogni anno nel mondo vengono prodotti 1,6 miliardi di tonnellate di rifiuti alimentari, con gravi conseguenze per il clima. Lo studio sottolinea l’urgente necessità di migliorare la gestione dei rifiuti urbani organici, poiché si prevede che il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città entro il 2050. Il progetto NOMAD potrebbe aiutare a rendere possibile la gestione del digestato in eccesso in ambienti con spazio limitato per la produzione alimentare.

 

Sbloccare il valore del digestato
Il sistema alimentare globale è responsabile di 1/3 delle emissioni di gas serra (GHG). I flussi di rifiuti organici provenienti da processi industriali, agricoli, di produzione alimentare e altre attività umane offrono una varietà di opportunità per creare valore. Utilizzando impianti di digestione anaerobica (AD), i rifiuti organici che altrimenti finirebbero in discarica possono essere trasformati in biogas rinnovabile e digestato.

Il Digestato, è un fertilizzante liquido contenente preziose sostanze nutritive recuperate e fibre che gli agricoltori possono utilizzare per sostenere la crescita delle colture. Ma i suoi impatti a lungo termine sul suolo, emersi solo di recente, vanno dall’acidificazione e alla diminuzione delle popolazioni di vermi, così importanti pe rla sua continua rigenerazione.

Tuttavia, per i piccoli agricoltori, la lavorazione del digestato per evitare questi impatti dannosi a lungo termine, non è attualmente un’opzione accessibile, a causa della mancanza di attrezzature economicamente ancora troppo costose. Con le politiche in materia di clima, rifiuti, energia ed economia circolare, che guidano la crescita del settore dell’AD in tutto il mondo, è ora urgente affrontare queste grandi questioni.

Il progetto Nomad riunisce partner provenienti da Grecia, Regno Unito, Italia, Romania, Malta, Paesi Bassi e Cina, per sviluppare una soluzione tecnologica innovativa su piccola scala, progettata per recuperare i nutrienti dal digestato e trasformarli in prodotti bio-fertilizzanti ad alte prestazioni. Il progetto adotta un approccio originale, dirompente e creativo, adattato sia alle aree rurali che urbane. La strategia NOMAD potrebbe portare a cambiamenti pionieristici nel modo in cui il digestato verrà utilizzato nelle future bioeconomie circolari, rendendo i piccoli impianti di biogas  ancillari ad una espansione reticolare a formare e alimentare impianti più grandi.

 

Mobilità, Modularità, Circolarità.

Obiettivi Nomad

Queste caratteristiche supportano modelli di business versatili per impianti di digestione anaerobica urbani e rurali decentrati, nonché la flessibilità di convertire una gamma di digestati in prodotti biologici di alta qualità.

Adriana Paolini

 

link al progetto: www.projectnomad.eu

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