Camini idrotermali nelle profondità dell’Oceano

Pubblicato il 19 luglio 2018 da redazione

 

Un team internazionale di scienziati ha scoperto un nuovo campo idrotermale vicino al Gigante Seamount nelle Azzorre, una scoperta rara di cui sono molto entusiasti. Il team, compresi gli scienziati del progetto ATLAS finanziato dall’UE Horizon 2020, ha esaminato i mari in gran parte incontaminati delle Azzorre, un arcipelago nel Medio Atlantico che ospita alcuni dei più importanti ecosistemi di acque profonde dell’Oceano Atlantico.

Il sito appena scoperto, situato sul Gigante Seamount a 570 m di profondità e a circa 100 km dall’isola di Faial, è notevole data la sua accessibilità rispetto ad altri sistemi di sfiato idrotermale. Questa relativa facilità di accesso potrebbe presentare un’opportunità unica per gli scienziati di scoprire di più su queste aree di rara ricchezza biologica e minerale, che sono come delle oasi nascoste nell’oceano profondo.

I campi idrotermali finora sono poco conosciuti, principalmente perchè difficili da raggiungere, ma sono importanti per la loro elevata produttività  biologica nelle profondità oceaniche e perché spesso ospitano comunità complesse.

 

 

La scoperta è stata fatta utilizzando il ROV portoghese “Luso”, che è in grado di immergersi fino a profondità di 6.000 m.

Luso permette di mappare le comunità bentoniche del mare profondo che popolano campi idrotermali, come questo, così come i monti sottomarini della regione. Le nuove prese d’aria idrotermali hanno costruito dei caratteristici camini sul fondo marino attraverso i quali scaricano acque calde ricche di anidride carbonica. Il team  ha raccolto in mare prove del fatto che attorno a queste prese d’aria crescono un gran numero di batteri che, probabilmente, sostengono catene alimentari altamente specializzate. Questi organismi chemiosintetici non hanno bisogno di luce per produrre il loro cibo e possono sostenere diversi ecosistemi nelle oscure profondità dell’Atlantico profondo.

Gli scienziati di questa spedizione hanno anche installato delle telecamere attorno alle montagne sottomarine per attirare i pesci pelagici e si sono immersi a Luso a tarda notte per catturare campioni migratori, in modo da capire meglio le biodiversità della regione.

 

 

Mappa batimetrica del Vulcano sottomarino Gigante che separa le placche nordamericana ed euroasiatica.

 

Le preziose informazioni fornite da queste immersioni aiuteranno a capire come gestire in modo ecosostenibile le acque profonde e mantenere intatta la ricchezza dei servizi che l’oceano fornisce. Attualmente, solo il 3% degli oceani è protetto e il team ATLAS sta raccogliendo informazioni vitali per capire se questi ecosistemi marini incontaminati debbano essere considerati vulnerabili (VME) come stabilito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Questa scoperta  è un enorme passo in avanti per l’esplorazione del mare profondo e una sua migliore comprensione.

Murray Roberts, coordinatrice del progetto ATLAS, presso l’Università di Edimburgo, ha dichiarato: “Questo mostra solo quanto poco sappiamo del mare profondo, il più grande ecosistema del nostro pianeta. Le prese d’aria idrotermiche non solo formano oasi di vita nelle profondità oceaniche, ma la ricerca degli ultimi 20 anni ha dimostrato che i minerali rilasciati hanno anche conseguenze importanti per la vita di tutto l’oceano. Poiché i piani per estrarre minerali dalle acque profonde vengono sviluppati in tutto il mondo, è assolutamente essenziale comprendere queste relazioni per proteggere gli oceani e le funzioni di supporto che forniscono a tutta la vita sulla Terra”.

Scienziati e membri dell’equipaggio a bordo di due navi, la Santa Maria Manuela e la nave di sorveglianza della Marina portoghese NRP Almirante Gago Coutinho, salpavano da Horta, Faial il 3 giugno. La spedizione visitava sei isole dell’arcipelago delle Azzorre del Portogallo (tra cui Corvo, Flores e Pico), rilevando acque costiere e abissali, prima di concludere il 23 giugno.

la Redazione

 

http://www.oceanoazulfoundation.org

http://www.euromarinenetwork.eu/activities

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